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Ogni quanti km bisogna cambiare le scarpe da running?

Ogni quanti km bisogna cambiare le scarpe da running?

Autore: Roberto Nava

Tutti prima o poi siamo arrivati al punto di chiederci: come faccio a capire ogni quanti km devo cambiare le mie scarpe da running?

Beh, come potete immaginare, non esiste una risposta uguale per tutti. Ogni scarpa e ogni atleta hanno una loro storia. Ma ci sono diversi fattori, più o meno visibili, che ci dovrebbero far capire quando è arrivato il momento di sostituire le nostre amate scarpette da running.

Partiamo dai fattori più evidenti, da quelli che possiamo analizzare e individuare a occhio nudo. Come il consumo di suola, intersuola e tomaia. Che a loro volta sono influenzati da diverse variabili, come ad esempio i chilometri percorsi, il peso corporeo della persona che le utilizza e dal tipo di appoggio del piede.

L’asfalto, ad esempio, è una superficie altamente abrasiva, e consumerà le scarpe molto più velocemente rispetto a sterrati o ai sentieri del parco della vostra città. Sì, proprio come succede con le gomme delle auto.

Ma anche postura e tipo di appoggio influiscono sul consumo. A parità di peso, un pronatore consumerà le scarpe in tempi più rapidi rispetto a un runner neutro.

E anche in questo caso le differenze e il livello di consumo sono piuttosto visibili ed evidenti. Ma non tutto il consumo è visibile agli occhi.

Però può succedere che in alcuni casi le scarpe non siano evidentemente consumate ma comunque da sostituire.

L’intersuola è la chiave di tutto. Quello strato che c’è tra il vostro piede e la suola (la gomma a contatto con il terreno). L’intersuola “invecchia” anche quando non è eccessivamente sollecitata e nel corso del tempo ammortizzazione e sostegno decadono. Se avete nella scarpiera un paio di scarpe che non usate da diverse anni, magari usate poco, non è detto che siano ancora nelle stesse condizioni di quando le avete acquistate.

Quando sono nuove infatti sono nelle condizioni ideali di utilizzo e sono in grado di offrire massima protezione e sostegno. Ma come qualsiasi altro prodotto, ricordate che anche le scarpe si consumano con il tempo!

Uno dei segnali più evidenti del decadimento dell’intersuola è la comparsa dei primi dolori alle ginocchia. Se avete corso diverse centinaia di km le probabilità che siano “scariche” sono molto alte. Correre con scarpe particolarmente usurate può compromettere tutte le fasi della corsa e innescare un meccanismo a catena che nel peggiore dei casi potrebbe causare un infortunio.

Ultimo, ma non per importanza, il fattore chilometrico. Cercate di non far fare troppi km alle vostre scarpe, indicativamente tra i 700 e i 900. In base all’intensità dei vostri allenamenti potreste dover cambiare le scarpe ad intervalli che variano dai 3 ai 6 mesi. Tenete un registro (digitale o come ai vecchi tempi, su un taccuino) con le vostre uscite e le distanze percorse.

L’ideale, se correte su superfici o avete sessioni programmate con ritmi diversi (lunghi e ripetute), è avere due scarpe e decidere di utilizzarne un paio per i lavori lenti e uno per quelli più veloci.

Ricordatevi, in caso di maltempo, di non asciugarle sotto un calorifero o utilizzando un phon. L’eccessivo calore e l’escursione termica potrebbero infatti influire sui materiali utilizzati per incollare i diversi strati della scarpa, rovinandola definitivamente.

 

Ci vediamo al prossimo appuntamento runners!