Vita e Sport

Rugby: regole (e non solo) per arrivare preparati
al Torneo 6 Nazioni

Rugby: regole (e non solo) per arrivare preparati
al Torneo 6 Nazioni

Il Torneo di rugby 6 Nazioni si avvicina: dal 3 febbraio al 17 marzo 2018 le Nazionali di rugby di Italia, Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia si sfideranno per aggiudicarsi il trofeo della 19° edizione di questo che ormai è un imperdibile appuntamento annuale per tutti gli appassionati della palla ovale.

Il rugby è considerato uno sport “minore” per gli italiani, eppure è molto seguito anche dai giovani, che sempre più spesso lo scelgono come sport della vita fin da bambini. Nonostante l’idea diffusa che sia uno sport violento, il rugby fa invece del fair play la sua principale caratteristica, tanto che tra i rugbisti è molto diffusa l’abitudine del terzo tempo, cioè il saluto finale con stretta di mano tra vincitori e sconfitti che contribuisce a mantenere un clima sereno, limitando gli incidenti sul campo. Il rispetto tra le squadre si manifesta inoltre soprattutto tra le tifoserie, mai separate, tanto che quasi sempre sono vivacemente popolate anche da bambini!

E allora, a beneficio di chi non pratica questo sport (almeno per ora!) ma vorrebbe approfondirne la storia e le regole, e approfittare del 6 Nazioni per iniziare a seguirlo e tifare per la nostra Italia, ecco alcune domande a cui abbiamo provato a dare risposta, con l’aiuto di esperti in materia 😊 

Innanzitutto: dove e quando nasce il rugby?

Il rugby è uno sport molto antico, di origine anglosassone. La data ufficiale della nascita del rugby si può far risalire al 1866, quando venne fondato l’International Rugby Board, che oggi si chiama World Rugby e regola i rapporti tra le federazioni nazionali, occupandosi dell’organizzazione dei principali tornei internazionali. La leggenda vuole che il rugby sia nato da un atto rivoluzionario compiuto nel 1823 da un ragazzo di nome William Webb Ellis, che durante una partita di calcio sul prato della Public School della città di Rugby, in Inghilterra, prese la palla con le mani (all’epoca consentito dalle regole) e cominciò a correre (cosa invece non consentita) fino alla linea di fondo dove depositò la palla.

 

Perché la palla da rugby è ovale?

La forma della palla da rugby consente ai giocatori di trattenerlo con più facilità sotto il braccio mentre corrono verso la meta, ma in realtà la forma ovoidale sembra sia nata per caso. Si narra infatti che, sempre nella cittadina di Rugby, i palloni da calcio (e poi rugby) venissero realizzati dal calzolaio William Gilbert utilizzando una vescica di maiale gonfiata e quattro strisce di cuoio cucite sopra. Data la conformazione naturale della vescica, la palla non risultava mai tonda…

Quali sono le regole del rugby e i ruoli dei giocatori?

Il rugby favorisce molto tattiche e strategie piuttosto che gli scontri fisici, infatti i rugbisti del 6 Nazioni non usano protezioni di alcun tipo. Quello che viene giocato in questo torneo è il rugby a 15 (detto anche rugby union), diverso dal rugby a 13 (rugby league) che viene considerato uno sport a parte. Esiste poi anche la variante del rugby a 7 (rugby sevens), in ascesa negli ultimi anni, tanto che dal 2016 è stato inserito nel programma dei giochi olimpici. Ma per non fare confusione, concentriamoci solo su regole e ruoli del rugby a 15 🏉

  • Scopo del gioco: mantenere il possesso della palla, schivare gli avversari e segnare quella che viene chiamata meta portando la palla oltre la linea di meta avversaria. La palla deve arrivare alla linea di meta tenuta in mano dal giocatore e deve essere schiacciata a terra.
  • Regola di base: la palla non può essere passata di mano in avanti. La palla può solo essere calciata o tenuta in mano durante la corsa. I giocatori possono passarsela solo in linea o all’indietro.
  • Punteggio: la squadra che va a meta acquisisce 5 punti e ha l’opportunità di calciare il lancio di trasformazione, del valore di 2 punti. Per realizzare una trasformazione la palla deve passare tra i pali della porta al di sopra della traversa. Ci sono altri due modi di segnare: uno è il calcio di punizione, che viene assegnato in seguito a fallo o infrazione, e consente alla squadra di guadagnare 3 punti. L’altro è il drop goal, ossia quando un giocatore calcia la palla di rimbalzo in mezzo ai pali. Esiste anche la meta tecnica, che può essere assegnata se l’arbitro ritiene che l’intervento falloso abbia impedito un’azione che avrebbe consentito probabilmente di andare a meta.
  • Placcaggio: un giocatore che sta correndo con la palla in mano può subire un contrasto e finire a terra. Una volta placcato il giocatore deve lasciare la palla, ed entrambe le squadre lotteranno per riprenderla. Questa fase è chiamata ruck (mischia spontanea).
  • Fuorigioco: Si considera in fuorigioco ogni giocatore che si trovi davantial compagno che porta la palla, o davanti al compagno che ha giocato per ultimo la palla. Un giocatore in fuorigioco è da sanzionare se: interferisce nell’azione dal punto in cui si trova; si muove in avanti o verso la palla invece di arretrare; in caso di palla calciata in avanti da un compagno, non si posiziona 10 metri dietro al punto in cui la palla atterra o viene raccolta.
  • Falli e punizioni: i falli sono penalizzati da una scrum (mischia ordinata). Gli otto giocatori più avanti di ciascuna squadra si uniscono, disponendosi tre davanti, quattro al centro e uno dietro. Così disposti spingono in avanti, mentre la squadra che non ha commesso il fallo lancia la palla nella mischia sperando che venga presa dai propri compagni.
  • Ruoli in squadra: gli otto giocatori che costituiscono prima, seconda e terza linea sono definiti avanti, e sono quelli che si contendono le mischie e le rimesse laterali. Dietro gli avanti ci sono i due mediani, dietro i mediani ci sono i quattro trequarti e dietro i trequarti c’è un estremo. Infine c’è l’utility back, un giocatore in grado di ricoprire diversi ruoli da trequarti. Durante una partita sono permesse 7 sostituzioni per squadra.
  • Durata della partita: una partita di rugby dura 80 minuti, divisa in due tempi da 40’.

 

Che scarpe si usano nel rugby?

Le scarpe da rugby sono molto simili alle scarpe usate nel calcio, bisogna considerare però che non tutte le scarpe da calcio vanno bene per il rugby. Per scegliere le scarpe da rugby bisogna tenere presenti 2 fattori: il ruolo del giocatore e tipologia di campo. In generale, se i tacchetti sono troppo poco pronunciati, le scarpe non vanno bene perché si rischia di non avere una buona presa sul terreno e quindi scivolare o non riuscire ad avere una buona spinta nei contrasti.

 

Torneo Sei Nazioni: come funziona?

Ora che sapete tutto sul rugby (!) eccovi qualche informazione in più sul 6 Nazioni, utile per seguirlo ancora meglio: il torneo dura 7 fine settimana (5 giocati e 2 di riposo). Ogni squadra gioca contro ogni altra un solo incontro, con il vantaggio di giocare in casa che si alterna di anno in anno.

Per ogni vittoria sono assegnati 4 punti, 1 solo punto per il pareggio e nessuno per la sconfitta. Vengono inoltre assegnati dei punti bonus: 1 punto se si vince segnando 4 mete, 1 punto se si perde con uno scarto inferiore ai 7 punti. Vince il torneo chi fa più punti. In caso di parità vince chi ha la miglior differenza punti, ma se le squadre sono ancora in parità vince quella che ha fatto più mete. Se la parità è totale la vittoria viene assegnata ex aequo.

La Nazionale italiana di rugby, capitanata da Sergio Parisse, debutterà il prossimo 4 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma (che ospita ormai da anni le partite del 6 Nazioni) affrontando i campioni in carica dell’Inghilterra. Pronti a tifare tricolore? 😊